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PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA E LEGGE DI ATTRAZIONE  
Nel campo della psicoterapia, il dialogo ha rappresentato una tecnica fondamentale fin dagli albori, soprattutto come tecnica d'indagine della psiche e del comportamento umano.
"Le parole in origine erano magiche", è la famosa affermazione di Freud che sottolineava il potere della parola e del dialogo tra l'analista e il suo paziente come strumento di conoscenza e di cambiamento.
Nasce così il dialogo psicoanalitico. Segiono, nel tempo, due personalità che hanno fatto da contraltare alla dottrina psicoanalitica: Milton Erickson, noto per l'ipnosi e il linguaggio ipnotico e la comunicazione suggestiva, e Carl Rogers con la sua empatia nella conversazione clinica.
Si deve a Gregory Bateson lo studio della comunicazione e i suoi effetti non solo semantici e sintattici, ma soprattutto pragmatici. Il primo postulato della Pragmatica della Comunicazione è che "non si può non comunicare", e da questa assunzione nasce l'approccio strategico, dove al centro è l'osservazione della disfunzione della comunicazione; il terapeutica qui, si focalizza non sul perché esiste il problema, ma su come funziona, e specialmente su come fare per risolverlo, guidando la persona a cambiare non solo i propri comportamenti ma anche le proprie modalità percettive e di attribuzione causale, facendo in modo che il paziente percepisca i suoi problemi da prospettive diverse rispetto a quelle patogene.

Tale modello "breve" si basa sull'ipotesi che i problemi psichici delle persone scaturiscono da cognizioni erronee, e i terapeuti che l'adottano usano molte forme di persuasione, compreso il ridicolo, per indurre le persone ad abbandonare queste cognizioni a favore di quelle logiche e sane. L'alleviazione del disagio, dunque, si ottiene modificando questi sistemi di credenze, non rivivendo il passato.

Erickson diceva che se inviamo istruzioni dirette al nostro inconscio, esso si incaricherà di aiutarci a indirizzare la nostra vita verso situazioni migliori, ne consegue che l'essere umano è quello che è a causa di ciò che crede e non di ciò che sa, di ciò che crede inconsciamente e non consciamente. Per cui non basta dire di voler cambiare il modo di agire, perché se non cambiamo i nostri convincimenti, il nostro modo di agire rimarrà sempre lo stesso.
Questo approccio terapeutico viene consigliato in particolar modo per fobie, disturbi d'ansia, attacchi di panico, problemi alimentari e sessuali.
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Fra i pregiudizi diffusi sull'ipnosi vi è quello secondo cui essa consentirebbe il controllo della mente e la perdita di coscienza. Questa idea, riportata dal cinema, fiction etc. è fuorviante.
E' corretto dire che l'ipnosi fa vivere al soggetto un'esperienza di trance, senza tuttavia modificarne la personalità (volontà o principi morali).

Oggi sappiamo che l'ipnosi non è altro che la manifestazione dell'immaginazione creativa adeguatamente orientata in una precisa rappresentazione mentale, sia autonomamente (autoipnosi), sia con l'aiuto di un operatore con il quale si è in relazione. Attraverso l'ipnosi è possibile accedere alla dimensione inconscia ed emotiva del paziente. Sotto ipnosi il soggetto può modificare la percezione del modo esterno, può percepire stimoli inesistenti e distorcere stimoli reali, può controllare il dolore ed alterare parametri fisiologici, può alterare vecchie concezioni, può accedere a ricordi molto remoti.

Dall'ipnosi sono nate tecniche quali il Training Autogeno di Schultz, il rilassamento di ispirazione psicoanalitica e la sofrologia.
La moderna ipnosi, dalla quale nascerà l'odierna PNL(Programmazione Neurolinguistica), si avrà grazie a Milton Erickson.
Conoscerci dentro, attraverso un linguaggio che parla la stessa lingua del profondo, è un modo per riappropriarci della nostra stessa anima perduta, vale a dire di quello che siamo sempre stati, ma non abbiamo mai avuto il coraggio o l'opportunità di lasciare emergere. E' un processo, a volte lento ma comunque inarrestabile, di conoscenza e di comprensione delle potenzialità che spesso non sapevamo di avere.

La maggiore preoccupazione di Erickson è stata quella di assicurare all'ipnosi la sua autonomia, senza associarla né alla psicoanalisi, né alla psicologia sperimentale.
Erickson credeva nell'inconscio nei termini di un magazzino di risorse che può tornare utile, sotto ipnosi, per aiutare il paziente a ristabilirsi "naturalmente" dai suoi disturbi.
Al transfert, sostituisce il rapport e soprattutto negli ultimi anni della sua vita, usò l'ipnosi sotto forma di suggestioni indirette, nel corso di dialoghi pieni di metafore che intratteneva con i suoi pazienti.
Secondo Erickson l'ipnosi non esiste, tutto è ipnosi e di conseguenza, il suo metodo era diretto non esclusivamente ai problemi psichici e nevrosi, ma anche al tentativo di rimodellare comportamenti, intervenire su stati d'animo e personalità, indurre a vivere come "reali" esperienze immaginarie, e questo perché la mente inconscia è creativa, generatrice di soluzioni e ha come obiettivo il bene della persona.
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