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CHAKRA E FIORI DI BACH  
I fiori di Bach

La principale ragione del fallimento della scienza medica moderna consiste nel fatto che si impernia sui sintomi e non sulle cause. Nel corso dei secoli, la natura reale della malattia è stata mascherata dal materialismo; ciò ha facilitato l’estendersi dei danni da essa provocati, poiché non la si è mai aggredita alla sua origine. La situazione è quella di un nemico che, solidamente trincerato fra le colline, conduce un’incessante azione di guerriglia nei paesi circostanti, per cui la popolazione, ignorando la guarnigione fortificata, si limita a riparare le case danneggiate e a sotterrare i morti, che sono la conseguenza di queste incursioni. Tale è, in linea generale, la situazione della medicina attuale. Niente di più che un rattoppare i feriti e un seppellire i morti, senza preoccuparsi mai della piazzaforte. I metodi materialistici attuali non arriveranno mai alla radice della malattia per la semplice ragione che la malattia, alla sua origine, non è materiale. Ciò che noi conosciamo della malattia è l’ultimo effetto prodotto nel corpo, la risultante delle forze che agiscono per lungo tempo e in profondità, e anche se la sola terapia materiale è apparentemente coronata da successo, in realtà si tratta di un sollievo passeggero, se non si è eliminata la causa reale della malattia>>.

Lo scopo della malattia in sé è quello di segnalarci l’effetto nocivo di determinate nostre azioni e pensieri sbagliati. Ed ecco spiegato il motivo per il quale, come spiega il Dr. Bach in Guarisci te stesso, la ragione principale del fallimento della scienza medica moderna sta nel fatto che essa si occupa degli effetti e non delle cause che l’hanno scatenata.
Di conseguenza, fino a quando non verrà rimossa la vera causa la cura allopatica non potrà che risultare un temporaneo sollievo o addirittura, in taluni casi, terreno fertile per qualcos’altro poiché ciò che preme ha bisogno di esprimersi e vuole essere corretto e non bombardato da sostanze chimiche.

Sia ben chiaro che la guarigione non avviene per effetto diretto delle essenze floreali, in quanto non sono prodotti ponderali ma vibrazionali, bensì grazie all’energia dell’Anima che viene correttamente orientata e che attira circostanze particolari che aiutano a capire cosa si deve ancora correggere.

In pratica se io ho paura dei cani, dal momento in cui assumo l’essenza corrispondente si presenteranno nella mia vita fatti e situazioni in cui io mi troverò a dovermi confrontare con tale paura.
Se io temo il sesso femminile, probabilmente mi capiterà una ninfomane o, semplicemente, il caso mi farà perdere la verginità.

Se non sopporto la routine mi capiteranno occasioni per uscirne.
Se sono una persona che facilmente prova odio e invidia per il prossimo, attirerò a me fatti e situazioni che mi porranno faccia a faccia con tale tema.

Se non so dire mai di no e il mio partner ha fatto di me uno zerbino, mi si porterà al punto di urlare e reclamare la mia libertà negata.
Se sono un alcolizzato mi capiterà l’Associazione Anonimi Alcolisti.

Se sono insoddisfatto del mio attuale lavoro, mi si presenteranno delle occasioni che fanno al caso mio.

Sfatiamo dunque il mito dell’assunzione innocua!
Ma, al contrario, assumiamoci le nostre responsabilità, perché è solo attraverso l’esperienza diretta che possiamo crescere e quindi cambiare.

La preparazione delle essenze floreali avviene in un modo semplicissimo: in pratica, un contenitore in vetro viene riempito d’acqua pura, i fiori raccolti vengono lasciati a galleggiare sull’acqua ed esposti così al sole per tre/quattro ore; in seguito vengono rimossi e il liquido così ricco di vibrazioni viene versato in un contenitore con un pari volume di brandy che funge da conservante. L’acqua porta quindi “l’informazione dell’elemento” con il quale è entrato in contatto e lo fissa geometricamente nella sua memoria.

Alcuni rimedi come Chestnut e Willow vengono ottenuti invece per ebollizione.

Per quanto concerne la posologia, basta mettere due gocce di tintura madre in un flaconcino da 30 ml e assumerne 4 gocce per quattro volte al giorno, preferibilmente al mattino appena svegli, quindici minuti prima del pranzo, quindici minuti prima di cenare e prima di andare a letto.
Questa ovviamente è la procedura standard.

Fino a quante essenze floreali si possono assumere durante la cura in una stessa bottiglietta da 30 ml ?

Generalmente è bene non superare il numero di sei, massimo sette essenze. Fermo restando che man mano che il “lavoro” prosegue, il suo numero verrà ristretto, fino a raggiungere il numero di una, massimo due o anche tre.


C’è un particolare procedimento per l’assunzione?

Basta sapere che le essenze vanno prese nella misura di quattro gocce per quattro volte al giorno. Generalmente è bene seguire i seguenti momenti della giornata : al mattino appena svegli ; quindici minuti prima del pranzo ; quindici minuti prima della cena e poco prima di addormentarsi. Bisogna comunque prendere la precauzione di non “inquinare” la pipetta dosatrice : pulita è, e tale deve rimanere.
A prescindere dalle cure vere e proprie, se in un giorno qualsiasi dovessimo sentire il bisogno di assumere una particolare essenza, basterà versare due gocce della tintura madre in un bicchiere d’acqua per poi berla durante l’arco della giornata, o se proprio siamo “impediti” da cause di forza maggiore, finirla prima di uscire di casa.

È vero che ci sono dei casi in cui il sistema Bach non funziona ?

Verissimo. Molte persone usano la malattia per ricevere cure e attenzione dalle persone care, quando cioè è l’unico modo per ottenerle ; altri sono così scettici che secondo me dubitano anche di essere figli dei propri genitori e così anche se accettano di iniziare, presto cessano l’assunzione. Altri ancora hanno un così grande senso di colpa da ritenere di non meritare la guarigione e così mollano le essenze ma anche il terapeuta. E infine ci sono quelli che si rifiutano di guarire perché hanno paura di cambiare, di chiedere eventualmente scusa a qualcuno, di tornare cioè sui loro passi, e a secondo il soggetto, sia mai ... coerenti fino alla morte !
Bene : in tutti questi casi i fiori si riveleranno semplicemente “acqua fresca” .

I fiori di Bach, curano il Cancro o l’AIDS?

Sarò sincero, qui la situazione è estremamente complicata. Innanzitutto ritengo che bisogna essere delle persone poco serie per asserire una cosa del genere, e mi mantengo “sul poco serie” per una questione di decenza.
Speculare sul dolore “altrui” , penso sia un atto abominevole e uno dei maggiori peccati che un uomo possa commettere verso Dio e nei confronti del prossimo.
Comunque, vorrei chiarire un concetto fondamentale : è oramai risaputo che ciò che fa ammalare una persona di cancro, sembra avere molto a che fare con il suo stato immunitario indebolito e quindi con una condizione psichica non proprio ottimale. Se io vedo sempre tutto nero, se provo dolore per il solo fatto di essermi svegliato al mattino, se nutro sempre pensieri di morte … beh ! Quasi sicuramente mi verrà il cancro, in quanto tutte le mie cellule obbediranno ai miei pensieri e così penseranno di farmi un favore distruggendomi. Lo stesso se ho dei sensi di colpa talmente radicati che mi impediscono di pensare che sono degno di vivere un’esistenza fatta d’amore, serenità e tranquillità.
E il senso di colpa non è esclusiva degli ammalati di cancro, infatti è spesso la tematica degli ammalati di AIDS. Quanti omosessuali in fin dei conti a causa di una società che li etichetta come se avessero la peste, come diversi, come qualcuno da emarginare, nutrono dei sensi di colpa profondo nei confronti di se stessi e della società ? Tanti, forse troppi !
E quanti eterosessuali si pentono delle loro “scappatelle”, nutrendo poi dei terribili sensi di colpa verso il coniuge, facendogli vivere il resto della loro vita corrosi dal senso di colpa.
Quante persone vivono la sessualità come se fosse una cosa “sporca” o peggio “peccato” , aggrappandosi al Santo Rosario nella speranza di espiare una colpa che diciamolo, è inesistente ?

Ecco che, tenendo conto di tutti questi fattori, l’assunzione dei fiori di Bach potrà senz’altro essere utile come cura preventiva, mentre per chi vive già nella malattia conclamata … chi lo sa … tutto può succedere. Con questo non sto assolutamente dicendo, come qualche pazzo furioso si permette di dire che non bisogna affrontare interventi chirurgici o sottoporsi alla chemioterapia, che Dio me ne scampi.
Le cure vanno e devono essere fatte.
Per quanto possano essere “invasive” , è sempre meglio che “morire” per essere stati stupidi, creduloni, raggirati e illusi.
Credo e spero di essere stato abbastanza chiaro.

(testo tratto da "Quattro gocce di saggezza" di Ferdinando Lo Verso - tutti i diritti riservati)
I Chakra

In ogni organismo umano vivente è presente un corpo elettromagnetico, che risulta dalla circolazione delle correnti attraverso al rete nervosa. L’etere è l’espressione del corpo elettromagnetico. La distribuzione di questa sostanza eterica è la stessa in ogni zona del corpo e ne segue la forma.
Se fosse visibile ai nostri occhi assumerebbe le caratteristiche di un involucro luminoso che circonda il corpo umano.

L’essere umano si regge su trentadue centri energetici, ma noi qui ci occuperemo soltanto dei “sette sigilli o chakra” principali che sono di particolare importanza per la salute fisica, mentale e spirituale dell’uomo.

I chakra -afferma R. Gerber- sono centri energetici specializzati che uniscono gli individui all’universo multidimensionale, una soglia tra dimensioni diverse localizzata all’interno dei corpi sottili, che assorbe e processa l’energia della natura vibratoria superiore perché questa possa essere assimilata adeguatamente e usata per trasformare il corpo fisico.

I chakra, o centri di forza, sono i punti di connessione ai quali affluisce l’energia che scorre dal corpo di un individuo a quello di un altro. Tali ruote sono in continuo movimento! Nel centro o nel varco aperto di ciascuna scorre di perpetuo una forza proveniente dalla realtà superiore.

I chakra sono dei vortici di energia, ogni chakra è posizionato lungo la spina dorsale ed è collegato con particolari organi, ghiandole e plessi nervosi. Inoltre, ogni chakra è associato a determinati stai psicologici.
Un chakra può essere forte o debole, equilibrato o squilibrato, quindi la loro funzione può condizionare direttamente ogni aspetto del nostro essere e della nostra esperienza di vita.
Valutando la condizione dei chakra si è in grado di diagnosticare i problemi psicologici della persona.

Il diametro di queste “ruote di luce” è di circa 10 centimetri nella maggior parte delle persone.
Un chakra viene rappresentato come un fiore a calice che riceve costante energia attraverso il suo centro.
Ogni chakra ruota in senso destrorso o sinistrorso, in opposizione al chakra che lo precede ed a quello che lo segue.
I chakra con rotazione destrorsa hanno qualità prevalentemente radiante attiva (yang), mentre nella rotazione sinistrorsa domina la presa d’energia ricettiva (yin).

Nell’uomo ogni chakra è polarizzato in senso opposto al corrispondente chakra nella donna, tenendo presente che nel primo il chakra della radice ruota verso destra, nella donna verso sinistra.
La velocità di rotazione di ciascun chakra è in funzione della frequenza vibratoria e della qualità dell’energia catturata.

L’improvvisa scomparsa di blocchi energetici a seguito di terapia chakra può portare a sintomi di peggioramento temporaneo o a reazioni psichiche quali pianto, riso, ricordi di situazioni traumatiche anteriori etc.
Pertanto, è assolutamente raccomandabile avere un colloquio con il paziente subito dopo la terapia.
La psicologia dei chakra è un ottimo strumento per conoscere se stessi.

Sette, abbiamo detto, sono i principali:
Il primo sigillo si trova alla base della colonna vertebrale, tra l’ano e i genitali, è collegato agli aspetti primari di sopravvivenza. Ad esso sono collegati l’intestino crasso e il retto, le ghiandole surrenali, il nervo sciatico e il plesso sacrale;

Il secondo sigillo si trova a livello degli organi riproduttivi ed è legato alla creatività. Vi appartengono intestino crasso, vescica, reni, organi riproduttivi;

Il terzo sigillo è il centro dell’individualità ed è situato all’altezza del plesso solare, appena sotto lo sterno. In esso ha luogo la volontà di affrontare le sfide della vita. È collegato al fegato, alla milza, allo stomaco e all’intestino tenue, al pancreas;

Il quarto sigillo si trova al centro del pettorale in direzione dei capezzoli ed è la sede dell’amore e della compassione. Gli organi collegati sono il cuore e i polmoni, seguono il timo e il plesso cardiaco;

Il quinto sigillo si trova all’interno della gola, è la sede della comunicazione e dell’espressione individuale. Ad esso sono collegate le corde vocali, la tiroide e il plesso faringeo;

Il sesto sigillo si trova al centro della fronte esattamente fra le sopracciglia, è anche chiamato il “terzo occhio”. E’ la sede della visione soprannaturale e dell’intelligenza superiore. Vi associamo il cervello, la ghiandola pituitaria e il corpo cavernoso;

Il settimo sigillo, sulla sommità della testa all’altezza della fontanella del neonato, è il centro della Coscienza Cosmica. Ad esso appartiene il cervello, l’epifisi e la ghiandola pineale e il corpo cavernoso.

In ognuno di noi vi è un grosso potenziale psicoenergetico capace di renderci potenti, una forza capace di spezzare le catene e di spostare le montagne. Questa forza immane proviene dal nostro subconscio che, oltre a prendersi cure delle nostre funzioni corporali, si occupa altresì delle nostre funzioni mentali e spirituali.
È il nostro subconscio il Genio della Lampada di Aladino: esso è in costante rapporto con la Mente Universale e il suo compito è quello di guidarci e servirci, ecco perché è tassativamente importante pensare in modo positivo, poiché esso rende tangibile qualsiasi prodotto dei nostri pensieri, sia positivi che negativi.
E quindi il trucco sta nel non arrendersi mai, nel pensare e sentirsi dei vincenti, positivi.

(testo tratto da "I sette sigilli" di Ferdinando Lo Verso -tutti i diritti riservati)
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